Ascesa e caduta del grande Galvano

Forse dimenticato dai più, Galvano è il cavaliere arturiano che per più tempo ha goduto di uno status privilegiato, venendo elogiato come esempio perfetto di cavalleria, cortesia e umanità.
Fino all’innamoramento degli scrittori cortesi verso Lancillotto, era proprio Galvano il primo e più forte cavaliere della tavola rotonda. Simbolo del sole, guerriero bellissimo, dotato di poteri straordinari. Eppure la sua parabola lo ha visto toccare il fondo in poco tempo, tanto che ancora oggi in molti non conoscono la sua figura. Ma chi era Galvano? E perché e tanto importante per il ciclo arturiano?

Galvano, il nipote di Artù

Lo stemma di Galvano secondo il “Le Nomes, le Armes et Blasons des chevalliers et compaignons de la Table rounde”

Galvano, (o Gawain, Walwanus, Gauvain, Gawein, Gwalchmei, Walwein) è figlio di Re Lot di Lothian e Anna, sorella di Artù (a volte Morgana). Ha origini nordiche e diversamente da altri personaggi come Kay e Bedivere, che hanno associazioni molto antiche con la tradizione celtica arturiana,  appartiene a uno strato posteriore del ciclo. Egli infatti non appare nelle più antiche attestazioni.
Viene nominato per la prima volta nel Gesta Rerum Anglorum di William di Malmesbury, ma appare con un ruolo importante solo nell’Historia Regum Britannie di Goffredo di Monmouth (vedi qui la Time line dei principali racconti arturiani). Qui egli è rappresentato come un valente guerriero che segue il suo re in varie avventure. Il rapporto zio-nipote è di particolare importanza per creare un legame intimo fra i due. Galvano ricopre la funzione di consigliere ed erede al trono. Nell’adattamento di Wace, Galvano ha già assunto gli aspetti cortesi e ha imparato le virtù dell’amore piuttosto che quelle della guerra. Nella Vulgata egli guida contro i sassoni la nuovissima generazione di cavalieri che spontaneamente decidono di raggiungere la corte di Artù  ponendosi a  difesa delle terre bretoni, mentre lo stesso Artù è impegnato in Francia con re Ban e re Bors contro re Claudas*.

Il potere di Galvano

Nonostante sia un uomo come tutti gli altri, Galvano è dotato di un potere particolare; la sua forza varia a seconda delle ore del giorno. La mattina ha la forza di un buon cavaliere, a Terza (le 9:00) la forza raddoppia, a mezzogiorno quadruplica, per poi tornare normale. A Nona (le 15:00) la forza torna a crescere fino a mezzanotte. Proprio a causa di questo suo potere, Galvano viene spesso considerato simbolo del Sole, del quale condividerebbe la crescita esponenziale (fino al picco di mezzogiorno) e la conseguente caduta. Nel ciclo arturiano le particolarità legate a determinati cavalieri si sprecano. Ad esempio Sagremor “l’indisciplinato” cade svenuto ogni volta che termina un combattimento e può riprendersi solo mangiando a sazietà.
Quindi Galvano è sul campo di battaglia un cavaliere eccezionale, ed è in grado di diventare un avversario letale per qualsiasi cavaliere. Dai vari racconti sembra che solo Yvano fosse e in grado di tenergli testa e duellare alla pari con lui, e Lancillotto che lo supererà in forza e gli toglierà la vita.
In battaglia spesso Galvano brandisce un’ascia, simbolo di potenza e forza bruta. Tuttavia in alcuni racconti egli utilizza Excalibur, ed è stato ipotizzato che ne fosse il vero proprietario.

Ascesa e caduta

Sarà Chrétien de Troyes a conferire a Galvano un ruolo maggiore, dandogli la funzione di amico dell’eroe e di modello a cui aspirare per i giovani cavalieri. Spesso l’eroe di vari romanzi arturiani finisce per essere coinvolto in un combattimento senza esito contro Galvano, dove l’eroe protagonista è sempre il vincitore morale della sfida; Chrétien sembra infatti essere molto critico verso l’attitudine di Galvano ad essere ciecamente aderente alla frivolezza della vita amorosa. Pur venendo sempre presentato come un grande eroe dalle ottime virtù, spesso il suo operato finisce per dare spazio a situazioni al limite del burlesco.

Scena tratta da “Galvano e il cavaliere verde”, anonimo

Dopo Chrétien, sia l’aspetto burlesco che quello eroico di Galvano verranno messi spesso in scena, senza perdersi nel tempo e nelle tradizioni posteriori. Nel Tristano in prosa (primo testo a unire il tema di Tristano e Isotta alla Tavola rotonda- 1230 ca.) verrà mostrato addirittura come un villano scortese. Mentre è spesso rappresentato come saggio consigliere del re, a cui fornisce sempre la soluzione più giusta, altre tradizioni lo inquadrano in maniera completamente diversa.

Un amore territoriale

Galvano sarà molto amato soprattutto dagli scrittori inglesi, ad eccezione di Sir Thomas Malory, che rifacendosi a fonti francesi non lesinerà nel mettere in scena un Galvano spesso in fallo. In Francia non avrà invece mai un riconoscimento eroico, rimanendo sempre un potenziale eroe che tende però a fallire perché abbandona la missione o si innamora di qualche bella madama. Anche in Germania e in Danimarca produrranno opere entusiastiche su di lui. Sembra che gli autori utilizzino Galvano indifferentemente a loro piacimento; alcuni lo ritraggono come un eroe, altri come cortese, altri no.
Le sue avventure si fondono con moltissime altre dove egli appare e partecipa attivamente**. Tuttavia il ruolo di protagonista gli sarà riservato solo nella Post-vulgata, in tante piccole opere di carattere minore, e nella seconda metà del Perceval di Chrétien de Troyes, dove sarà mostrato come l’esempio perfetto di cavalleria.
Galvano finirà i suoi giorni nella guerra fratricida scatenata dopo la scoperta della relazione fra Lancillotto e Ginevra.

Note

*Questa generazione di guerrieri è composta da 14 valenti figli di re. Sono Galvano e i suoi fratelli Agravain, Guerreth, Gaheret, oltre a Galescalin, Sagramor, Yvano il Grande, Yvano il Bastardo, Dodinel il Selvaggio, Yvano dalle Bianche mani, Yvano di Lionel, Kay di Estral, Kehedin il piccolo.

**Dove appare Galvano

Goffredo di Monmouth, Historia Regum Britannie

Guglielmo di Malmesbury, Gesta Regum Anglorum

Robert Wace, Roman de Brut

Chrétien de Troys, Lancillotto (o il cavaliere della carretta)- Ivano (o il cavaliere del leone)Perceval (o il duca del Grail)

Paien de Maisières, Le Chevalier à l’epée- Le mule sans frein

-Hunbaut

-Mériadeuc (o Le Chevalier aux deux épées)

Raoul, La Vengeance raguidel

-Ywain an Gawain

-Tristano in prosa

Wolfram Von Eschenbach, Parzival

Heinrich von dem Tu(umlaot)rlin, Diu Krone 

-Sir Gawain and the green knight

-Syre Gawene and the Carle of Carlyle

Thomas Malory, Morte di Artù

-Queste del Saint Graal

Alfred Lord Tennyson, Vari

Gillian Bradshaw, Hawk of May- Kingdom of Summer- Winter’s Shadow

Caucher, I racconti di Canterbury (Il racconto dello scudiero)

Eduard Stucker, Gawain

The Marriage of sir Gawain